da "rai.it"
Dal corteo il servizio d'ordine
annuncia: "Siamo tre milioni"

Gremito il Circo
Massimo,
Cofferati ha parlato dalle 12.50
alle 13.30

Alcuni ritardi di treni e navi fanno
prevedere un secondo sostanzioso afflusso
in tarda mattinata. In replica alle 15.00
l'intervento del leader della Cgil
"Avevamo pensato ad una grande
festa dei diritti per la giornata
odierna, ma il barbaro assassinio del
professor Biagi richiede una risposta di
massa, forte,diffusa e unita per sbarrare
la strada alla follia del progetto
terrorista". Così Sergio Cofferati, leader
della Cgil,spiega il senso della
manifestazione sindacale dalla testa del
corteo al quale si è unito a Piazza San
Giovanni dove è stato accolto da un
lunghissimo applauso. In mano, oltre alle
rose, Cofferati tiene stretto anche un
libricino. "E' il discorso - ha spiegato
ai giornalisti - che fece alla camera nel
lontano '66 Ugo Spagnoli, quando fu
introdotta la norma della giusta causa,
ben prima del varo dello statuto dei
lavoratori". Tantissimi i manifestanti che
'bucano' le maglie del servizio d'ordine e
si avvicinano al segretario generale della
Cgil per stringergli la mano, abbracciarlo
o farsi firmare i cappellini e farsi
fotografare
La piazza gremita
si apre al suo passaggio. Sergio
Cofferati entra trionfalmente a Circo
Massimo fendendo la folla che lo lascia
passare come fosse un eroe. Arriva sotto
al palco in mezzo a un piccolo gruppo di
manifestanti, forse addetti alla sua
sicurezza. Ha lasciato la testa del corteo
partito da San Giovanni per anticipare
l'arrivo sulla spianata dove stanno
confluendo centinaia di migliaia di
persone. C'è chi lo accoglie con baci e
abbracci, chi gli allunga il "cinque" e
lui ha un sorriso per tutti. Prende
quattro rose in mano e continua a girare
per la piazza regalando saluti e strette
di mano.
L'organizzazione della Cgil,
segnala forti ritardi nell'arrivo dei
pullman provenienti dal Nord, dovuto a un
incidente nella notte sull'Autosole. In
ritardo anche alcuni treni speciali,
traffico pressochè bloccato sul raccordo
anulare. Considerato tutto ciò e anche
l'afflusso di persone decisamente
superiore alle attese, anche qui dai
megaschermi verrà replicato il comizio di
Cofferati, che inizierà a parlare dopo le
12.30.
Si sono mossi tutti i
cortei. Partito per
primo quello in direzione di via Cavour da
dove ha proseguito per Santa Maria Maggiore
per confluire nel corteo che arriva da
Piazza San Giovanni. In Piazza
Esedra,bandiere listate a lutto in ricordo
di Marco Biagi, distribuzione di rose e
garofani rossi.Il corteo Cgil è seguito da
quello dei no-global che,come sempre, è
accompagnati da musica ad alto volume. In
Viale Angelico, una lunga processione di
manifestanti sfila al suono di tamburi. "Art.18
sui miei diritti non si tratta" è una dei
tanti slogan che si leggono sul petto dei
manifestanti.
“Contro il
terrorismo, per la democrazia e
per l'affermazione dei diritti delle
persone": è questo lo slogan scelto dalla
Cgil per la grande manifestazione di Roma
dove sono attese circa un milione di
persone, che sfileranno per le strade
delle capitale con le bandiere listate a
lutto e senza musiche, in omaggio alla
memoria di Marco Biagi.
L’iniziativa
era stata promossa dal più grande
sindacato italiano in concomitanza con lo
sciopero generale proclamato per prima
dalla stessa organizzazione per protestare
contro le scelte del governo sulla riforma
del mercato del lavoro. Ma l’omicidio del
consulente del ministero del lavoro ha
fatto cambiare la parola d’ordine e lo
spirito della manifestazione.
E' cominciato
già dalle prime ore della notte
“il giorno più lungo” della Cgil, per
quella che sembra destinata a diventare la
più imponente manifestazione per numero di
partecipanti della storia del sindacato
italiano. I 10 mila pullman, 61 treni
speciali, insieme a 5 aerei e 4 navi che
trasportano il grosso dei manifestanti che
vengono da fuori Roma sono cominciati ad
arrivare intorno alle due.
Ma moltissimi
sono coloro che arrivano in città
con i proprio mezzi. Alle 7.30, intorno
allo stadio Olimpico come al palazzo dello
sport dell’Eur, i parcheggi degli autobus
erano già completi. E molti pullman
facevano la spola per portare i
manifestanti più vicino possibile alla
partenza dei cortei. Altri autobus stanno
comunque ancora arrivando dall'autostrada
del sole e si prevede continueranno a
farlo anche nelle prossime ore.
A piazza
maresciallo Giardino, il punto di
ristoro ha aperto alle 4 ed ha subito
cominciato a lavorare. Dalle 5.30 nella
stessa zona il corteo è in qualche modo
"in movimento" per far spazio alle persone
che arrivano nella zone della partenza. E
si è già creato il serpentone sull'intera
carreggiata del lungotevere.
dal sito
www.rai.it 23 marzo 2002
08:49
(Aggiornato alle ore: 14.00)
Il discorso di Cofferati: "Difendere
diritti universali"

Roma "invasa" da oltre due milioni di
manifestanti per ritrovarsi al circo
Massimo e seguire l'intervento che
consacra il leader uscente della Cgil come
interlocutore politico e riferimento per
il centro sinistra
Inizia a parlare alle 12.50
mentre ancora tanti manifestanti
cercano di entrare nella spianata del
circo Massimo. Sergio Cofferati rende
omaggio al professore Marco Biagi ucciso a
Bologna dalle brigate rosse.
“Il terrorismo
è tornato a colpire. A noi non
sfugge che la follia del terrorista cerca
sempre messaggi simbolici. Si vuole
intimidire chi svolge una delicata
funzione sociale. Il terrorismo interviene
per la prima volta nell’agenda degli
appuntamenti sociali nelle trattative”.
La Cgil si
sente vittima dell’aggressione
del terrorismo e nelle parole del leader
della Cgil si sente forte il disappunto
nei confronti di chi nei giorni scorsi
aveva accusato l’organizzazione sindacale
di utilizzare toni violenti che
indirettamente avrebbero fomentato gli
animi. Agli inquirenti, ha affermato
Sergio Cofferati al comizio della Cgil,
spetta di fare luce sulla "solitudine
nella quale e' stato lasciato Marco Biagi,
una persona che era minacciata".
La risposta del
sindacato al terrorismo, ha
aggiunto, "e' quella di sempre,
democratica e forte: siete voi la nostra
risposta!", ha detto rivolto alle
centinaia di migliaia che lo ascoltano sul
prato del Circo Massimo. La Cgil, ha
osservato Cofferati, "non ha mai accettato
nè la violenza praticata, nè quella
teorizzata: nell'esercizio delle nostre
funzioni non accetteremo condizionamenti".
"Affermare come e' stato fatto che la
violenza dei terroristi e' frutto di un
clima di odio creatosi nella società
italiana - ha detto il leader del
sindacato riferendosi alle affermazioni di
Silvio Berlusconi - non e' solo una tesi
priva di qualsiasi fondamento, ma e' anche
il goffo tentativo di demonizzare la
liberta' di critica e la naturale
dialettica sociale". "Chi ci accusa di
essere componenti di questo clima - ha
proseguito - ci offende, offende la nostra
storia, quella storia di donne e uomini
che hanno lottato a viso aperto contro il
terrorismo. E' una storia che nessuno puo'
ignorare o negare. Noi non ci soffermeremo
piu' di un istante per chiedere a loro se
possono tutti affermare la stessa cosa
verso il terrorismo, di qualunque natura
ideologica".
Un discorso,
quello di Cofferati, pacato e
senza toni populistici. Il leader
sindacale ha quindi parlato di una
rivendicazione e di una lotta per "i
diritti universali", uno dei quali è l'art.18
al quale, naturalmente, è stato dedicato
un ampio spazio al suo intervento. "Non si
può affermare di poter dare ai giovani dei
diritti universali e poi di toglierle ai
padri - ha proseguito - sappiamo bene che
l'art.18 agisce in parte sulle persone già
occupate e ancora di più su chi vorrebbe
avere dei dirtti e ne sono privi e a chi
vuol entrare nel mercato del lavoro. Qual'è
la prospettiva che offrite alle persone
più deboli, a chi lavora nel sommerso
quando l’azienda emerge e finalmente si
apre la prospettiva della normalità, cosa
gli prospettate? Il licenziamento senza
motivo."
L'organizzazione del corteo ha
parlato di 3 milioni di partecipanti, la
questura di 500.000 manifestanti; in ogni
caso la capitale è stata pacificamente
invasa da centinaia di migliaia di
cittadini in una manifestazione definita
da Sandro Curzi, direttore di
"Liberazione": "la più bella e imponente
manifestazione della storia repubblicana".
Scende dal palco senza piu' voce Sergio
Cofferati. Al termine del comizio, come
nel corso di tutta la mattinata, il
segretario generale della Cgil è
attorniato dai suoi militanti, dai
giornalisti e dai leader politici. Il
primo fra gli esponenti politici presenti
ad avvicinarsi per stringergli la mano è
stato Antonio Di Pietro. Il primo bacio,
un omaggio alla storia della sinistra e
non solo del sindacato, Cofferati l'ha
riservato a Pietro Ingrao. Poi, in
sequenza, gli abbracci con i collaboratori
più stretti, Guglielmo Epifani, il leader
della Fiom, Claudio Sabattini, e i
politici amici.
(Pubblicato il 23 marzo 2002 14:06 )
(Aggiornato alle ore: 16:34 )
Il video del comizio di Cofferati
Prima parte <>Seconda
parte<>Terza
parte
Clicca QUI per
ascoltare l'intervento di Sergio Cofferati
a chiusura della manifestazione
scarica
da qui real player
da "Repubblica.it"

Cofferati: Questa
piazza la risposta contro il terrore".
L'abbraccio della folla
per Cofferati superstar
di Matteo Tonelli
Fianco a fianco No global,
partiti e girotondi. Padri e figli
Tanti slogan, bandiere a lutto, ovazioni
per Cofferati
E un fiume colorato
invade
le strade della Capitale
Polemiche con la
questura sul numero dei partecipanti
di Andrea Di
Nicola
I Video di "Repubblica.it"

Il leader
della Cgil al Circo Massimo: "Ecco la
nostra risposta al terrorismo". E poi
attacca Berlusconi: "Sull'articolo 18 si
ritiri". Ma il governo non cede: "Non
faremo passi indietro".
Roma invasa dal popolo della Cgil

23
marzo, milioni a Roma per i diritti e la
democrazia

23 marzo: una
giornata da non dimenticare...
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