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repubblica.it del 24/02/2002
Quarantamila
alla manifestazione per il
decennale di Mani pulite
Applausi per Fo e il professor
Pardi: "Ostruzionismo"
L'urlo
del Palavobis
"Siamo qui per la
giustizia"
Il
premio Nobel imita Berlusconi, la
platea esplode
Di Pietro: "Fassino e Rutelli,
dove siete?"
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MILANO
- Tanti, tantissimi, al
di là di ogni aspettativa.
Quarantamila, forse di più,
come dice il direttore di
Micromega, Paolo Flores D'Arcais.
Il Palavobis - la struttura
milanese che ha ospitato la
manifestazione a favore
della legalità, organizzata
proprio dalla rivista - era
davvero stracolmo. Esauriti
i 12 mila posti, quasi il
doppio fuori dal palazzo.
Milano (e tanta gente del
resto d'Italia dal Friuli
alla Calabria) con il cuore
in mano, il popolo di
sinistra che finalmente si
sente dire le cose che vuole
sentirsi dire. La sinistra
che applaude per due minuti
quando viene ricordato
Enrico Berlinguer e che si
sganascia dal ridere ai
lazzi anti Berlusconi di
Dario Fo. Ma anche la
sinistra che applaude
Francesco Pardi, professore
di geologia diventato la
voce di una base delusa e
che oggi grida dal palco che
bisogna "fare
ostruzionismo sempre, con la
rinuncia totale alla
trattativa" perché
"un Governo che si
mette sotto i tacchi lo
stato di diritto non si
merita altro".
Questo è il Palavobis in un
sabato in cui la società
civile rialza la testa e
torna a fare massa come ai
tempi dell'inizio di Mani
pulite. Al punto che Antonio
Di Pietro, visto l'oceano di
gente fuori dall'edificio,
sale su blocco di cemento e
urla con un megafono:
"Abbiamo formato una
nuova casa dei diritti e
della solidarietà. Chi ci
sta alle nostre proposte può
venire con noi. La maggior
parte della gente è andata
a votare a prescindere della
questione morale. In questa
imperizia ci ha marciato il
più grande venditore di
fumo dopo Vanna
Marchi". E poi, citando
le parole di Francesco
Saverio Borrelli, l'invito a
"resistere, resistere,
resistere".
In sala ci sono Sabina
Guzzanti, il verde Alfonso
Pecoraro Scanio, Oliviero
Diliberto e Marco Rizzo del
Pdci; i diessini della
minoranza interna Giovanni
Berlinguer, Fabio Mussi,
Pietro Folena e Vincenzo
Vita. C'è anche l'ex
presidente della Rai Roberto
Zaccaria. La Guzzanti si
esibisce nella classica
imitazione di Berlusconi:
"Ho deciso di
intervenire in questo
consesso per dirvi una sola
cosa da questo palco vi dico
'buttate giù i comunisti e
infatti di fianco a me c'è
una famosa toga rossa",
ha detto indicando Di
Pietro.
Ma il mattatore che fa
esplodere la platea in una
risata terapeutica e
liberatoria è lui, Dario
Fo. Il premio Nobel si
esibisce in uno dei suoi
numeri: impersona un
immaginario Berlusconi che a
un vertice con i capi di
governo degli altri Paesi
non si limita solo a fare le
corna come nella foto di
gruppo di qualche settimana
fa dietro il ministro
spagnolo Piqué, ma fa
scherzi a tutti, pacche sui
genitali comprese.
L'organizzatore della
giornata Flores D'Arcais
lancia un appello: "La
prossima manifestazione
della Cgil, per lo sciopero
generale, vedrà tutto il
popolo dei fax, delle e-mail
e dei girotondi portare il
proprio contributo. Tutti in
piazza a dire basta a questo
regime di menzogne e di
bugie". Poi, un affondo
anche contro il ministro
delle Telecomunicazioni
Maurizio Gasparri: "Il
fascista Gasparri non osi più
parlare del 25 aprile
nemmeno dopo essersi
sciacquato la bocca mille
volte".
Per
Pecoraro Scanio questa è
"la dimostrazione che
il tema della legalità è
sentitissimo e l'Ulivo
avrebbe dovuto essere tutto
qui". Mentre Diliberto
ha commentato: "Mi
sento più giovane di venti
anni. E' un momento molto
importante". E Giovanni
Berlinguer: "Chi non
vuole sentire queste voci,
chi sono non si rende conto
di quello che sta succedendo
sbaglia. E' male che Rutelli
e Fassino non siano qui. Non
capiscono quello che sta
succedendo".
La stessa domanda che si
pone Di Pietro: "C'è
una dirigenza dell'Ulivo
chiusa e ottusa che oggi se
n'è andata al mare. Dove
sei Fassino? Dove sei
Rutelli? E dove sono
Violante, Parisi, tutta la
Margherita. Bisogna saper
ascoltare anche il cuore che
batte dei cittadini che oggi
sono qui".
E c'è posto anche per una
staffilata contro i nuovi
vertici Rai da parte dell'ex
presidente Roberto Zaccaria
che riferendosi ad Antonio
Baldassarre dice:
"Questo personaggio è
entrato alla Corte
costituzionale con Pietro
Ingrao e oggi è con Fini.
Frequenta Previti. E' un
sodale di Previti. Ieri sono
stato in silenzio, poi ho
letto i giornali di questa
mattina e dico che il nuovo
vertice è stato nominato
con una spartizione
indecente e selvaggia".
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