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da
repubblica.it del 23/02/2002
I
due leader grandi assenti alla
manifestazione
"L'indignazione deve
trasformarsi in proposta
politica"
Rutelli
e Fassino: "Ascoltare
la voce del Palavobis"
Ma
il centrodestra condanna l'evento
Castelli: "Mi ricordano gli
anni di piombo"
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ROMA
- A due persone sicuramente le
orecchie sono fischiate tutto il
giorno: Piero Fassino e Francesco
Rutelli, entrambi lontani oggi dalla
grande manifestazione per il
decennale di Mani pulite al
Palavobis di Milano. A Reggio
Calabria il primo, a Roma il
secondo, sono stati ripetutamente
chiamati in causa da chi, come
Giovanni Berlinguer, Fabio Mussi,
Antonio Di Pietro, a Milano c'era. E
ha fatto notare le due sedie vuote
dove avrebbero dovuto sedersi il
segretario dei Ds e il leader
dell'Ulivo. Fassino e Rutelli hanno
spiegato la loro posizione nei
confronti del grande incontro di
Milano.
"L'Ulivo deve sapere ascoltare
la spinta per una forte opposizione
contro la giustizia 'fai da te' del
governo Berlusconi, sul conflitto di
interessi e per la legalità",
dice il leader dell'Ulivo. "Una
giustizia giusta per i cittadini -
aggiunge - più trasparente,
equilibrata e rapida sarà tra gli
obiettivi della grande
manifestazione del prossimo 2 marzo
a Roma, che sarà momento di
incontro di tutte le idee e i
fermenti del popolo dell'
Ulivo".
Sulla stessa linea Fassino che dice
che quanto avvenuto oggi a Milano
"è la dimostrazione di una
grande carica di lotta che c'è nel
Paese. L'indignazione deve
trasformarsi in proposta politica.
Occorre un salto di qualità
dell'opposizione ed è su questa
base che occorre rilanciare
l'Ulivo".
Di tutt'altro segno le riflessioni
che il Palavobis ha suscitato nel
centrodestra. Il ministro della
Giustizia Roberto Castelli, per
esempio, prima parla di "ottimo
esempio di democrazia" e
definisce l'evento
"bellissimo". Poi cambia
idea e si lancia in un parallelo
storico pesante: "Ho sentito
inviti a resistere con ogni mezzo a
quello che è stato definito 'un
regime'. Questi discorsi li ho già
sentiti fare da molti cattivi
maestri dopo il '68. Poi sono venuti
gli anni di piombo".
Critico anche il capogruppo di Forza
Italia al Senato Renato Schifani,
secondo il quale quanto è avvenuto
al Palavobis di Milano dimostra che
"qualcuno alimenta il regime
dell'intolleranza nei confronti di
un governo democraticamente voluto
dalla maggioranza del Paese". |
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