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Speciale curato da:
Valentina La Bua
Pier Paolo Mocci
Dario Ranocchiari
Jacopo Zanon
Jacopo Tomassini



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G. Bettin

 ‘La primavera dei movimenti’: è un bel titolo, quello che è stato dato a questo numero di MicroMega. Perché non credo che questo movimento ‘del Palavobis’ sia una breve fiammata, bensì una stagione nuova lungamente e faticosamente preparata da una pluralità di iniziative, locali e globali.
Per esempio, sulla questione dell’immigrazione anche il centrosinistra a suo tempo ha accettato la politica della destra.
Ciò ha prodotto sconcerto, reazioni, e io penso che i movimenti che sono nati siano anche una reazione a questo.
Credo che una delle cose più importanti dette da Moretti nel famoso discorso, è che abbiamo davanti una strategia precisa di denigrazione degli avversari. La possibilità che abbiamo oggi è di costituire una opposizione nuova.
Una delle cose che non si capisce bene, è: questo governo è una farsa o una barzelletta? Il problema è che il fatto che un governo simile possa essere descritto come una barzelletta è di per sé un incubo.
Ciò che Bossi ha detto l’altro giorno – “Questo sarà lo sciopero dei padri contro i figli” – è gravissimo. Ma è così che guadagna audience.
E’ importante che la primavera dei movimenti si concretizzi, prenda contatti. Ora la destra ha il potere, ma non è detto debba avere il consenso.
Un’ultima cosa volevo dire, e riguarda la cosiddetta profezia di Montanelli: aspettatevi da Berlusconi il peggio, lo avrete; e poi che il popolo rifiuterà Berlusconi solo dopo averlo assaggiato. Ecco, non era una profezia ma una lucida analisi del personaggio. E ciò già dà un’idea della persona con cui abbiamo a che fare.

 


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Camilleri

Quando i giornalisti stranieri mi chiedono perché odio Berlusconi, io mi trovo in imbarazzo. Non so spiegargli perché mi ritrovo, da vecchio, a fare girotondi invece che passeggiate. Io a loro non posso dirgli che sono comunista fin da bambino, e che l’idea di democrazia me la sono costruita con fatica, e questa non è una democrazia. Mi chiedono: teme un governo fascista? No. E allora che teme? Il problema è che no lo sappiamo: che cosa sono questi, questo è il problema. E non lo sappiamo perché dentro c’è un po’ di tutto. Ma la verità è che non ne posso più di svegliarmi la mattina e di sentire di un governo che ci offende, noi comunisti; ci offende come cittadini. Di qua, tutti male. Di là, il popolo dell’amore. Ma dopo averci offesi, ci minaccia. E, peggio ancora, ci ricatta. E sfrutta in modo ignobile una manifestazione come quella del Palavobis. I servizi segreti si sono mobilitati per le manifestazioni dei sindacati; Scajola di fronte a 300 bambini immigrati parla di emergenza… C’è qualcosa che non va. E quando questa gente parla di emergenza, datemi retta, c’è da stare attenti… Le avvisaglie del regime ci sono tutte. E per questo è stato importantissimo, per tutti noi, sapere che ci siamo. Ma – ancora più importante – una cosa semplicissima: teniamoci in contatto.

 


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Flores D’Arcais

Ringraziamenti…
Saremo tutti presenti alla manifestazione di sabato, si dice la più grande che sia mai stata organizzata prima…
Abbiamo capito che questo moltiplicarsi di movimenti sarà soggetto di attenzioni: politici, giornalisti, non vedono l’ora di poter dire che si tratti di una fiammata…
E’ incredibile il tasso di partecipazione intorno a questi avvenimenti.
Ci saranno dei momenti sotterranei inevitabilmente… ma non si tratterà di una fiammata, ma credo si tratti di movimenti radicati, perché nascono da valori legati alla democrazia…
Questi movimenti avevano messo le radici già da tempo… che hanno poi generato le manifestazioni intorno alla Rai, al Palazzaccio, …
Al Palavobis di Milano ci siamo ritrovati in migliaia, soprattutto fuori dalla struttura.
Chi si illude che questo movimento possa spegnersi facilmente si sbaglia. I No-global, movimento pacifico e pacifista, spero che il trucco di presentarli violenti non avrà più corso… nell’informazione italiana abbiamo avuto un rovesciamento dei fatti, Barcellona ad esempio…
Il 23 marzo sarà un giorno di lotta per tutti…
Fare politica? Cioè è politica, noi non vogliamo cambiare mestiere, non inviadiamo chi fa politica per mestiere… pensiamo però che la politica non può ridursi alla politica di mestiere. Se vogliamo rivitalizzare le democrazie, dobbiamo contare anche sui liberi cittadini “impegnati”. Si dice che questa sia utopia, intanto però è una forma di realismo politico…
Quanti alibi su “quanto costa la politica..” i costi della politica possono essere modificati… noi la facciamo a costo zero. Essenziale ridiscutere i modi dei costi della politica.
Berlusconi è proprietario delle concessioni che vanno sull’etere… è necessario che queste concessioni vadano alla politica… è un peccato che in 5 anni di governo questi temi la sinistra se li sia dimenticati.
L’Italia può diventare un laboratorio delle democrazie…
Abbiamo detto alcune cose su Berlusconi demonizzanti, le stesse cose dette dai principali giornali di destra mondiali… la stampa che ha sempre sostenute la Tachter e i Bush… definiti fanatici i vari Luttazzi, Santoro, Travaglio, quando la stampa di destra internazionale lo hanno già detto.
Ci si appella al buon senso di Bruno Vespa, un personaggio che parla di un mondo che non ci appartiene, un mondo alla rovescia che noi vogliamo rovesciare.

 


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E. Minicozzi

Avete parlato di movimento “carsico”, da noi, a Napoli, il movimento è sempre stato alla luce del giorno. Quotidianamente, dalle 17 alle 19, da tre anni, alcune donne vestite di nero sfilano per ricordare le vittime della Palastina. Attraverso la vitalità di Napoli ho imparato a pensare…
E’ impossibile che nel 2002 l’informazione sia legata alla logica del bene e del male: Bin Laden è il male mentre le terre distrutte in Palestina? Quello non viene annoverato come male… possiamo permettere ciò?
Pensate che noi crediamo che con un missile lanciato si colpisce Bin Laden?
C’è bisogno di informazione, elemento di formazione dell’individuo. Una cosa che mi ha molto stupito è che due giorni dopo l’attentato dell’11 settembre Bush abbia detto alla madre: “scendi per strada e compra..” lì ho visto la parte vincente, costretti a consumare, obbligati però a non soffrire.
Intelligenza mortificata: Berlusconi è l’espressione più rozza di questo neoliberismo, dove il cittadino è visto come consumatore o produttore.
La destra ci considera un numero: tutte le istituzioni sono viste nell’ottica del risparmio: distruggono lavoro che infinite persone hanno fatto per creare cose decenti.
Quello che abbiamo oggi è stato pensato anni e anni fa… ora non c’è più ricerca di base. Tra 20 anni non sapremmo produrre piu nulla, comportamento questo che avviene sotto gli occhi di tutti i cittadini, che ora sono diversi, fatti di testa e carne, di voce e azione.

 


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Nanni Moretti

Si è parlato molto di antipolitica… ma è quella nostra o i capricci dell’Ulivo, i girotondi o di chi non sa fare politica. Vittorio Foa ha detto di chiedere scusa agli elettori… l’antipolitica erano quelli che nell’autunno 98 chiedevano le elezioni anticipate o quel dirigente di sinistra che in tv disse di non volere consegnare il paese alla destra? Siamo noi gli antipolitici o chi da la patente di statista a Berlusconi che non è un uomo di stato, un termine che non sentivo dai tempi di Moro. Sono dei politici improvvisati, che non sanno cosa dicono… Da quando sono cominciate le manifestazioni quest’anno, alcuni dirigenti della sinistra evocavano la deriva massimalista e un disamore per la politica. È successo il contrario. Ci sono persone che ricominciano a fare politica, per piacere, non solo per dovere… Vedo nuovo entusiasmo. 
Principi cardine della democrazia hanno generato i “girotondi”.
Coinvolgimento dell’elettorato di destra: il 24% era favorevole, il 55% era contrario… E’ la prima iniziativa di opposizione che riesce a prendere un quarto di consensi dell’elettorato opposto. Abbiamo scoperto molti elettori sensibili ai valori della democrazia. Dal 94 i due elettorati non riescono più a dialogare, cosa che non è mai successa pirma, tra Dc e Pc, che avevano alle spalle un comune patrimonio: antifascismo, resistenza…
Non voglio parlare di soldi, di banche, di Berlusconi, del libro di Travaglio, dell’Ariosto, della barzelletta sull’aids, delle bugie sulle società all’estero, sarebbe troppo facile della promessa di non allearsi con Bossi, dell’Occidente migliore dell’Islam, non voglio parlare del rifiuto di andare in televisione per incontrare Rutelli, della legge sul falso in bilancio, sulle rogatorie, i processi, di falsa testimonianza, tangenti alla guardia di finanza, collaboratori condannati, in parte assolto in parte prescritto, lodo mondadori, processo sme-ariosto, accusato di falso in bilancio, non voglio parlare dei 40 miliardi trovati in Lichtenstein sul conto di avvocati… Io voglio che Berlusconi sia battuto alle prossime elezioni con dignità Alleati di Berlusconi: avete usato il suo potere per avere un pezzo di potere. Un anno fa Berlusconi disse che nel 6 l’ulivo vinse per brogli elettorali… Fini, Bossi che non ci credevano hanno dovuto asserire… Veramente pensate che ci sia un complotto delle toghe rosse. Non pensate ci sia un problema di interessi, l’informazione.
“Diario” qualche tempo fa lanciò un sondaggio, io scrissi a Fini di chiedergli di staccarsi da Berlusconi.
L'avevo sottovalutato politicamente e sopravvalutato moralmente.

 


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Luigi Pintor

Preferisco non parlare ma scrivere…

Sabato immagino la città sarà invasa da questa gigantesca manifestazione… chi si occuperà del lavoro?

L’art. 1 della Costituzione parla di Repubblica democratica fondata sul lavoro… noi difenderemo questo principio…


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Sabattini

C’è una partecipazione enorme di richieste per la manifestazione, ma ci mancano i pullman, i mezzi di trasporto. E la cosa più stupefacente è che queste richieste sono assolutamente spontanee, e continuano a venire. Questa, io credo, sia la cosa più ottimista che da lungo tempo si può dire.

La Fiom non ha fatto il contratto nazionale perché la Confindutria ha fatto un ricatto, che la Fiom semplicemente non poteva accettare. Noi chiediamo di fare un referendum tra lavoratori e lavoratrici perché aver un contratto nazionale è un loro diritto; ma la legge dice che non si può fare, è fatta in un modo per cui se le tre sigle sindacali non sono concordi, non importa quante firme si raccolgono, il referendum non si può fare.

Mi sono molto divertito durante il discorso di Moretti, ma credo che il discorso non si limiti solo a Berlusconi. Io penso che ci sia un passaggio di potere molto importante in atto. Io credo che sotto tutte queste vicende (le deleghe, il Parlamento che non discute…) c’è il fatto che si sta chiedendo al sindacato tutto di non essere più sindacato; ed ai lavoratori di non essere più persone ma semplicemente merci.

Si chiede dunque che diritti consolidati in decenni di lotte siano d’un colpo annullato. E nei fatti lo si sta facendo, si stanno annullando i diritti di 9 e più milioni di persone.

Io credo che se si guarda con attenzione ai fatti i questi mesi – attacco alla magistratura, attacco al parlamento, attacco ai lavoratori – e si guarda a tutti contemporaneamente, io ho la sensazione che si stia puntando ad un regime.

Quella che si chiama discrezionalità padronale sta ora diventando legge dello Stato. Io non credo che noi abbiamo un tempo lungo su queste cose. Noi siamo in una situazione per cui se passano le leggi che si stanno facendo passare, il giorno prima non assomiglierà più al giorno dopo. Tutto sarà basato semplicemente sul ricatto: se fai questo forse sarai assunto; altrimenti, puoi anche andare.

Quindi io ho un augurio diverso da quello di Nanni Moretti: non mi interessa come Berlusconi sarà battuto, mi interessa che sia battuto, e subito. Semplicemente perché, lo ripeto, se non lo si farà semplicemente tra qualche mese ci troveremo in un altro sistema.

Ed anche per questo io credo che una delle cose più importanti che sono state dette sul gruppo dirigente dell’opposizione è: perché non ve ne andate?

 

In diretta telefonica
dagli USA.

 

Giovanni Sartori

Flores: Vorrei chiederti di intervenire sul conflitto di interessi, sulla legge Frattini. E te lo chiedo perché so che su questo hai scritto spesso… tanto che Il Giornale ha addirittura definito per questo un liberale come te ‘bolscevico’.
Evito di commentare l’aggettivo ‘bolscevico’ riferito a me, perché si commenta da solo. E riguardo alla legge Frattini, semplicemente è una truffa: un salvacondotto per Berlusconi che ne esce intoccato e intoccabile. In USA il meccanismo è: c’è una commissione, che valuta l’accettabilità o meno del candidato, l’esistenza o meno del conflitto di interessi. Dopodiché, se l’interessato accetta la soluzione proposta alla commissione (vendere, cambiare gestione, etc.) ha la possibilità di ricoprire il posto, altrimenti no. Punto. E questo non è un sistema radicale, anche se così sarebbe definito in Italia, ma semplicemente richiede una scelta tra l’una cosa e l’altra.
La critica più importante che si fa a Berlusconi, non è la quantità del patrimonio ma la sua distribuzione: se fosse il proprietario di tutte le scarpe d’Italia, non si vedrebbe nessun conflitto di interesse. Ma Berlusconi non ha fabbriche di scarpe…
Flores: Hai chiamato in causa più volte il presidente della Repubblica, che secondo te non può tacere sulla legge Frattini, ma ha il dovere di intervenire. Ti è stato detto, anche dall’opposizione, che avevi sbagliato. Come rispondi?
Se queste critiche mi vengono dalla sinistra, rispondo che la sinistra deve essere molto stupida. Io ribadisco che il capo dello stato deve opporsi a questa legge. Anche se la legge poi alla fine passerà comunque, perché prima o poi  Ciampi la dovrà firmare, la sua opposizione servirebbe come delegittimazione agli occhi del mondo. E servirebbe a riaffermare quello che è, semplicemente, un principio costituzionale: la libertà di informazione.

 

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