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Alcuni "spezzoni" degli interventi più salienti


a cura di Enrico Peyretti

Tra i messaggi di adesione, notevoli quello brevissimo di Oscar Luigi Scalfaro: "Sono uno che vi dice: Vi ringrazio! Vi ringrazio! Vi ringrazio!" e quello di alta nobiltà civile di Alessandro Galante Garrone, impedito a partecipare dai suoi 93 anni.
 

Don Gigi Ciotti
Democrazia e diritti devono essere non un obiettivo, ma la condizione. Dobbiamo andare oltre la sola legalità: l’obiettivo è la giustizia sociale, mettere al centro la persona. I bisogni fondamentali della persona sono i suoi diritti, che sono diritti di tutti. Certo, non dimentichiamo i nostri doveri. La giustizia richiede verità, senza sconti. Invece, ora i forti si garantiscono e i deboli soffrono di più. C’è una protesta nelle carceri (troppo pochi applausi). La riforma della giustizia minorile non guarda alle persone, alle loro storie, spesso di sofferenza. Vengono grida dal mondo della tossicodipendenza. Sugli immigrati ho visto un cartello: "Volevano braccia, sono arrivate persone". Non è affare di preti, di opere buone. Il vangelo è "fame e sete di giustizia". Diamo una mano a Dio nel salvare la terra con il cielo. Ho in mano le spighe di grano nate sulle terre sequestrate alla mafia, grazie ad una legge di iniziativa popolare, e le darò a Nando Della Chiesa, a Rita Borsellino, e a Cofferati.


Immigrato africano (dell’Arci)
La legge Bossi-Fini è una apartheid legislativa. La presenza dello straniero è ormai strutturale. L’art. 18 non si tocca.


Profuga Curda
Siamo tutti cittadini del mondo. Anche noi, profughi dalla guerra e dall’oppressione, invochiamo la legalità internazionale. Il diritto di asilo è assoggettato alla ragion di stato. Abbiamo diritto alla pace, alla democrazia, alla felicità. Ogni offesa ad un essere umano ci offende tutti. Noi rifugiati a profughi siamo la coscienza del mondo.


Rita Borsellino
(accolta da un applauso interminabile) Ultimamente c’è stato troppo silenzio. È stato detto bene: "Temo soprattutto il silenzio dei giusti". La giustizia è oltraggiata. Quella giustizia costata cara a tanti. Il silenzio era offensivo. I valori universali dovrebbero essere di tutti. Nel ’92 il movimento dei lenzuoli dimostrò che i siciliani non sono tutti mafiosi, ma coraggiosi. Moretti ha dato voce alle nostre coscienze. Ho visto qui un lenzuolo "Non li hanno uccisi. Le loro idee camminano sulle nostre gambe". Quante gambe qui! Durante la campagna elettorale siciliana, quello che poi fu eletto presidente della Regione, parlò di "sceneggiata dell’antimafia dei lenzuoli". Era coraggio, non sceneggiata. Era la denuncia firmata: "Io non ci sto!". Diamo continuità alla nostra azione. Vi leggo il messaggio di Alex Zanotelli: "La pace è nelle nostre mani. Resistere per la pace e la legalità"


Elio Veltri
Leggo il messaggio di Paolo Sylos Labini, impedito per motivi di salute. 1) la legge Cirami è la più oscena, in questa opera di rottamazione della Costituzione. 2) Forza Italia nel maggio 2001 ebbe solo il 29% dei voti, il 22% se consideriamo anche i non votanti. Ora Berlusconi compie atroci prepotenze, grazie alla cupidigia di servilismo dei suoi soci, che non hanno dignità. La speranza è che qualcuno di loro abbia un soprassalto di dignità. La democrazia è fatta di opinione pubblica, non solo di voti. 3) sui rapporti della mafia con Berlusconi, Dell’Utri, Previti c’è un documento del Sisde pubblicato pochi giorni fa [da Repubblica?] 4) quella del governo è un’azione devastatrice della vita civile. Il monopolio della tv colpisce la società. Da economista vi dico che la situazione economica è tremenda. Le cifre date erano già truffaldine nel luglio 2001. 5) C’è una debolezza grave dell’opposizione. Non deve trattare la maggioranza come un avversario normale, ma come un pericoloso gruppo di potere. La democrazia è caduta in un abisso.


Gino Strada (Emergency)
Siamo alla vigilia di un’altra guerra. La guerra mediatica è già cominciata. Nessuno ci attacca, se scegliamo la pace. Ma la guerra è già decisa. Non c’è nessuna guerra al terrorismo. La guerra è il vero terrorismo, che sia di gruppo o di stato. L’embargo all’Iraq, le bombe sull’Afghanistan, sono terrorismo. Per tanti è undici settembre tutto l’anno, da tanti anni. Non può esserci guerra per i diritti umani. I diritti sono di tutti o di nessuno. La "guerra umanitaria" è una bestemmia, perché il 90% delle vittime sono civili, il 30% bambini: cosa c’entrano i bambini col terrorismo? C’è guerra perché non c’è giustizia. Ma la guerra è già decisa. Costringiamo il governo! Scendiamo in piazza! Basta guerra! Basta vittime!


Federico Orlando
(vice di Montanelli al Giornale e poi alla Voce) Parlo nella memoria di Indro Montanelli, grande borghese moderato, che per primo, nove anni fa, indicò la minaccia di questa destra. La Voce di Montanelli fu strangolata in 14 mesi. Oggi è peggio di ogni previsione. È classismo di destra. Mai nessuna destra, salvo il fascismo, fu più ostile ai valori della Costituzione. Difendiamo l’art. 21, il "diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero". Propongono il "condono tombale". Fanno una finta privatizzazione della Rai, per metterla sotto il controllo del Tesoro, cioè del governo. Berlusconi governa nell’interesse del capitale mafioso. Ciampi faccia messaggi al Parlamento. Ma poi la maggioranza li ignora! È la notte della cultura e del pudore. Nella scuola rilanciano il revisionismo. Il film premiato a Venezia è condannato per i suoi contenuti. Tornare alla Costituzione! Nessuna censura ed esclusione a giornalisti e registi (più forti applausi). Senza tv Gandhi convertì alla libertà 500 milioni di indiani. Voi siete la tv e il giornale!


Flores d’Arcais
La manifestazione arriva fino a piazza S. Croce in Gerusalemme e oltre il Vicariato. Ieri sera ho studiato bene il video della manifestazione che fece qui Berlusconi con i suoi nel ’98. Noi siamo almeno il doppio. Lui disse che erano un milione. Allora noi saremmo due milioni! Berlusconi ha detto che questa manifestazione è "disdicevole e infondata". Lo sarebbe in un altro paese, non in Italia. Nella Spagna di Aznar, così caro a Berlusconi, un imprenditore può possedere solo il 49% di una sola rete televisiva. In Germania Koll è uscito dalla politica per un piccolo finanziamento non dichiarato, che non era neppure un reato. Negli Stati Uniti oggi Berlusconi rischierebbe 25 anni di prigione per falso in bilancio. Il delfino della Thatcher ha avuto sei mesi senza condizionale e senza appello per avere mentito su un conto di albergo di tre milioni di lire. La Rai ha negato la diretta a questa manifestazione, la prima in Europa autorganizzata e autofinanziata. Questa destra detesta la democrazia. Vuole parlamentari e magistrati asserviti. Ha una pulsione totalitaria! Berlusconi è ormai in minoranza nel paese. Ha licenziato i sondaggisti che glielo dicono.


 

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